lunedì 28 novembre 2016

i pericoli dell'agonia del renzismo

Non parlo molto volentieri di politica pratica, fuori o dentro il blog,  o in qualsivoglia contesto. 

Il punto è che per me ha raggiunto tali livelli di bassezza che è un po' come il problema delle deiezioni degli animali domestici, qualcosa che esiste e con cui bisogna averci a che fare per forza di cose, ma che non può essere certamente oggetto di conversazione, tantomeno di comunicazione pubblica.
Purtroppo però ogni tanto bisogna farlo.

In questo caso, la faccenda sulla quale vorrei spendere qualche parola è il cosiddetto referendum istituzionale renziano, che si terrà qualche giorno,  e i suoi immediati sviluppi.

Non entro nel merito della giustezza o meno delle riforme proposte (e comunque voterò NO),  né sul vezzo imbecille di tutti i governi sinistroversi di andare al potere per una qualche congiura di palazzo e poi cercare la legittimazione popolare con questi mezzucci;  voglio solo spendere  due parole su quello che ci aspetta nel prossimo futuro, perché potrebbe avere dei risvolti importanti.

Prima previsione: il governo perderà il referendum, i NO prevarranno. Per sapere questo non serve ricorrere alla divinazione, è sufficiente vedere l'aria che tira e i numerosi sondaggi (che su quesiti  basici tipo SI/NO hanno un'affidabilità senza dubbio maggiore che su tornate propriamente politiche) che continuano in qualche modo a filtrare dai siti d'informazione.

Seconda previsione, molto più delicata:  ognuno di noi si guardi bene dal pensare che con questa sconfitta il renzismo sia finito. 

Sotto il profilo pratico il Renzi proverà a resistere al suo posto. Questo tentativo è inevitabile, e non solo per pura e semplice furbesca smania del potere,  di cui il nostro è pur intriso, ma anche per un altro motivo, in un certo senso vitale (per lui): essendo la sua politica basata semplicemente su slogan e frasi a iperboliche, sul modello di quello che accade su facebook, twitter e piattaforme consimili (laddove l'annuncio di qualcosa equivale ad averlo fatto, ma sappiamo bene che non è così) essa può  avere un qualche effetto reale sull'opinione pubblica soltanto se viene portata avanti da un luogo di potere effettivo: se un politico qualsiasi parla dell'abolizione di Equitalia è un discorso quasi trito, se lo fa il presidente del consiglio dalla sua posizione di potere, la cosa cambia aspetto.

Questo bla bla bla tanto continuo quanto spettacolare accade perché in realtà già da molto tempo la sinistra ha perso ogni concreto interesse a far cambiare rotta alla nave ma gli elettori non se ne devono accorgere.

In definitiva: o Renzi sta al suo posto, o scompare: questo lo sa lui e lo sa anche il suo partito che perderebbe inevitabilmente il potere a vantaggio di qualche governo "tecnico" (in realtà politicissimo) eterodiretto. 

L'aspettativa più realistica che possiamo farci è quindi che riuscirà a restare in sella previo rimpasto e ammuine varie anche per contenere e "recuperare" i dissidenti. L'agonia del renzismo durerà ancora per tutta la legislatura, che il nostro riuscirà a trascinare tendenzialmente fino al 2018, a meno che nella primavera del 2017 Mario Draghi non gli assesti il colpo di grazia.

Sarà un periodo in cui la nostra amata Saturnia Tellus correrà i  maggiori pericoli, e credo che l'unico elemento positivo di queste previsioni consiste nel fatto che conoscendo in anticipo i tempi delle cose, le forze politiche che vogliano combattere tutto ciò e offrire delle alternative  possano organizzarsi per tempo: perché. altrimenti, il peggio potrebbe venire dopo, ma ne parleremo in proseguo.

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