giovedì 15 dicembre 2016

Piccolo rituale domestico per i Saturnalia

Iniziano tra due giorni i Saturnalia, la ricorrenza più importante per chi come il sottoscritto si riconosce seguace e devoto di Saturno, Pater Deorum, ma anche per tutti coloro che - dai neocelti o neoetenisti, o wiccan o anche cristiani - vedono nel solstizio d'inverno un punto fondamentale del ciclo della rinascita.

Prima di passare alla trattazione del tema, approfitto intanto per fare un piccolo annuncio: siccome oltre  a organizzare e gestire rituali dovrò anche continuare a lavorare (visto che non ho e non voglio avere nessun Vaticano che mi stipendia),  ne consegue che non sarò molto presente su questo blog: al limite mi affaccerò periodicamente per vedere se c'è qualche commento, ma per nuovi articoli credo proprio che ci ritroveremo a gennaio.

Veniamo ora all'argomento centrale di questo post, ossia come onorare adeguatamente il Pater Deorum proprio nel tempo a lui dedicato.  Apparentemente,  la questione potrebbe sembrare insormontabile. Abbiamo avuto la distruzione dei testi di teologia pagana ad opera del cristianesimo, e senza contare che comunque il culto di Saturno già in epoca romana era di natura misterica (vedasi, a questo proposito, proprio "Saturnalia" di Macrobio),  né conosciamo per altre vie la rituaria precisa che si svolgeva nel Tempio.
Oltretutto, a molti moderni (e in una certa misura anche al sottoscritto) potrebbe anche risultare un po' ridicolo compiere gesti e porre in essere pratiche rituali estinte da tempo, ossia ci si potrebbe sentire in una specie di rievocazione storica senza più energia: e questa sensazione, a mio parere è fondata, in quanto la pratica rituale non consta soltanto di fede e Tradizione, ma anche di tanti portati culturali, linguistici e locali che in effetti non esistono più.

Problema insormontabile, quindi? Dobbiamo rassegnarci ad oscillare dallo scimmiottare rituali che non sono (più) nostri (operazione tra l'altro  sostanzialmente impossibile, come abbiamo visto) a una qualche fantasiosa  liturgia inventata dalla nostra immaginazione?

Tutt'altro: è possibilissimo onorare Saturno (e così tutti gli altri Dei) in maniera corretta ed efficace senza dover necessariamente oscillare su questo pericoloso pendolo; per questo però dovrete seguirmi con un attimo di pazienza.


Iniziamo... dall'inizio. E l'inizio è, secondo me, una banale verità:  A) non è indispensabile essere teologi, o esperti di liturgia o di rituaria per avere una fede e rivolgersi ad un Dio nel modo in cui si può e/o si riesce a farlo. Questa è una verità banale, come dicevamo, eppure nel mondo pagano o neo - pagano tende ad essere trascurata.   

Consideriamo poi un altro aspetto importante. Ossia che B) esistono delle  pratiche universali che sono state poste in essere in tutta la storia dell'uomo e delle religioni: consacrazione (temporanea o permanente) del luogo di culto (o rispettosa apertura del rito),  chiamata della divinità, in effige o simboli o invocazioni (meglio tutti e tre, s'intende), offerta sacrificale, ringraziamento,  sconsacrazione del luogo di culto (o comunque rispettosa chiusura del rito).  A mio avviso, è sufficiente mettere in pratica questi cinque passaggi come si può o come si sa fare, per avere una devozione ben fatta.

Infine,  tenete conto che C) ...sappiamo chi è Saturno!! Pur senza entrare nella speculazione teologica, perché non è questo il luogo (sebbene io ne abbia accennato nell'ultimo post), abbiamo una idea abbastanza chiara e strutturata dei portati simbolici e spirituali del Pater Deorum, e su questo possiamo modellare i passaggi di cui al punto B.

Tenendo ben presenti questi presupposti,  possiamo correttamente impostare un minimo di  private devozioni al Dio.  

1. Preparate il contesto. Iniziate facendo... l'albero di Natale. Si, proprio così. Infatti l'albero sacro non c'entra niente con il Natale cristiano, il suo significato simbolico è legato all'asse dell'universo,  passante per la stella polare, attorno alla quale tutto il firmamento gira (e traccia il tempo, di cui Saturno è Re e padrone), asse che i nordici chiamavano Yiggdrasil,  laddove le palle colorate sono i pianeti rotanti e i festoni sono le galassie.  Sento già l'obiezione: ma come, gli antichi non credevano che la terra fosse piatta, etc etc?  Spiacente di deludervi, ma non lo credevano affatto.  E inoltre: addobbate la casa con le luci della rinascita e dello splendore, e festoni a colori, ghirlande, e quant'altro il vostro gusto e la vostra fantasia sappiano suggerire. Spargete candele bianche, rosse e verdi, i colori del nume (e guarda caso della bandiera italiana) ma anche color d'oro e d'argento (quest'ultimo è in realtà il color piombo) che sono i metalli dell'opera di trasmutazione del Dio.

2. Preparate voi stessi, a livello pratico come spirituale. Indossate oro, metallo sacro al Padre, vestitevi con i vostri migliori abiti, nell'età dell'oro che state per rivivere in questi giorni non solo è lecito, ma quasi d'obbligo; preparate  regali per le persone che amate, in special modo per i bambini, particolarmente cari al Nume dell'evoluzione e del progresso (credevate che Babbo Natale fosse San Nicola, eh? Beh, prima di lui il nonno barbuto ed incappucciato di rosso sempre pieno di regali e cose preziose che veniva dal grande nord  - ossia dalla stella polare - solo nei giorni del solstizio d'inverno   era  - ED E' ANCORA - Saturno),  mangiate e bevete senza problemi le cose che vi piacciono (salute permettendo, s'intende).   Fate poi delle meditazioni su come vi siete comportati nell'anno che sta finendo, se avete operato bene o meno ai fini del progresso e del benessere, e perché, e sulle prospettive che potete avere in quello a venire.

3. Scegliete uno spazio di culto  adeguato per officiare.  Può essere una parte del vostro giardino o terrazzo, o un angolo di casa dove ricavare un  altarino, o fate voi dove vi trovate più comodi, purché sia uno spazio abbastanza raccolto e capace di ospitare alcuni oggetti; può andare bene anche un piccolo tavolino da tè, in un angolo del salotto, ad esempio.  L'ideale sarebbe allestire questo spazio accanto all'albero per costituire un continuum sacrale, ma questo dipende dalla topografia di casa vostra, fate voi. 

4. Allestite bene questo o spazio di culto che avete scelto. Arredatelo con l'effige del Nume (statuetta, o immagine stampata, o anche simbolo: io ad esempio uso quest'ultimo, me lo sono fatto fare in oro), un cero bianco, a Lui sacro (l'uso dei ceri nelle chiese cristiane viene da qui), un braciere e carboncini per il sacrificio, un'ampolla d'olio d'oliva (sempre per il sacrificio), degli incensi (anche quelli a stick o a bastoncino vanno benissimo), un candelino qualsiasi.

A questo punto, la notte del 17 potete dare esecuzione al rito che, volendo, a vostra discrezione potrà anche essere replicato durante tutti i Saturnali.

5.  L'officiante (padrone di casa o persona da lui delegata) si ponga  di fronte all'altare, gli astanti (se ci sono) dietro di lui. L'officiante accenda gli incensi, che purificheranno l'altare, e si osservi un minimo di raccoglimento (un minuto di silenzio andrà benissimo).  Questa fase la ritengo importantissima per catalizzare le energie.  Fatto questo,

6. è ora il momento della consacrazione dello Spazio Sacro e dell'invocazione del nume, di cui il cero bianco che accenderete ne renderà concreta la presenza. Per far questo l'ideale sarebbe una perindrome iniziale, ma può diventare molto difficile, a meno che non abbiate allestito l'area sacra al centro dell'ambiente in cui state officiando: il che comporta molti ma molti metri quadri a disposizione, che non tutti hanno. Come fare, allora?
A questo proposito entra in gioco il candelino: prendetelo, alzatelo al cielo invocando il nume ed accendetelo, poi fategli fare per tre volte il giro dell'altare, e con quello accendete il cero bianco. Se non siete soli, ritengo indispensabile che al momento dell'invocazione e dell'accensione del candelino vi sia un contatto fisico tra officiante ed astanti, proprio per una questione di fusione delle energie in un'unica intenzione, anche a costo (qui entra in ballo come al solito, la topografia dell'ambiente) di allontanarvi un attimo dall'altare.

A quel punto il Nume è con voi.

7.  Indirizzategli un pubblico ringraziamento, per la Sua presenza e per il benessere e le benedizioni (tante o poche che siano) ricevute durante l'anno, riaffermate la vostra devozione ed i proposito di operare per  creare benessere e progresso per voi, per la vostra famiglia, per chi vi sta intorno, e per tutta la Saturnia Tellus.  Come al solito, potete farlo a parole vostre, o con qualcosa di scritto in precedenza.

8.  Per dimostrare quanto detto, offritegli un sacrificio d'olio (l'oro liquido, di cui anticamente era riempita la statua del Nume) buttando nel braciere, che intanto avete acceso, qualche goccia d'olio dall'ampolla. L'odore sprigionato non sarà meraviglioso, ma basteranno poche gocce.  Se volete potete dire qualcosa per accompagnare il sacrifico, ma niente discorsi articolati o prediche, il Nume è di poche parole ed apprezza gli uomini di poche parole. Se volete, assieme al sacrificio d'olio potete aggiungere anche altri sacrifici, a discrezione.

9. Fatto questo, recitate una preghiera di buon auspicio per l'anno a venire,  improvvisata al momento oppure scritta, ringraziate ancora poi potete staccarvi dall'altare preferibilmente con un ultimo gesto di deferenza e senza toccare nulla (il cero dovrà rimanere acceso finché non si spegne da solo, per consunzione o per qualche altra causa, e fino ad allora l'altare dovrà rimanere allestito,  quand'anche si superi il limite del 24 dicembre, fine dei Saturnalia).

10. giratevi verso gli astanti e dite ad alta voce "IO, SATURNALIA", loro risponderanno allo stesso modo. A quel punto i bambini scartino i regali, ci si facciano gli auguri, poi tutti a tavola e via con i festeggiamenti.

Avete visto? In dieci semplici passaggi, cinque di preparazione e cinque di operazioni rituali potete realizzare un rito secondo me perfetto nella forma e nella sostanza: ne ricaverete delle simpatiche sorprese durante l'anno, a patto però (Saturno non scherza, il progresso ed il benessere hanno il loro costo in termini di lavoro, uso dell'intelligenza e sacrificio personale) che vi siate adoperati davvero e in buona fede secondo quanto promesso. 

Per il momento,  comunque, buone feste a tutti e a rileggerci presto.

E INFINE... IO SATURNALIA!!!

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