martedì 10 gennaio 2017

Il VERO scontro di civiltà che si sta verificando

Durante tutto il periodo natalizio sono rimbalzate in maniera consistente notizie e statistiche sulla persecuzione di cristiani nel mondo, che ci indicano una progressiva (e rapida) estinzione del fenomeno cristiano in tutti i paesi a maggioranza musulmana.
Nel contempo, il famoso o famigerato ISIS (o Daesh?) ha ribattezzato il suo periodico e organo ufficiale con il nome di "Roma".
Si continua tra il  capodanno ed i giorni successivi con l'allarme dei servizi segreti relativamente alle possibilità di attacchi su Roma con droni o bombe chimiche.  Vado avanti? Non credo che ce ne sia bisogno, anche perché sull'attacco musulmano all'Europa e in generale all'occidente sono già stati versati molti fiumi d'inchiostro a partire dai tempi dei libri di Oriana Fallaci, quindi credo che su questo punto non ci dovrebbero essere dubbi: siamo sotto attacco, sia militarmente che demograficamente che culturalmente e dobbiamo (sempre che lo vogliamo, ma questo sarà l'oggetto di un prossimo post) difenderci.

Eppure,  non è possibile dire "non c'è altro da aggiungere", perché a mio avviso c'è qualcosa di cui non si parla abbastanza, o per meglio dire non si parla affatto, ossia il REALE obiettivo di questo attacco, e le sue REALI cause.

Iniziamo da queste ultime, benché - come si vedrà - i due aspetti siano strettamente concatenati, come è logico che sia. Ma andiamo con ordine.


Da sempre i musulmani odiano il nostro   sistema di vita, che essi considerano una infezione da debellare, ma siamo sicuri che il cristianesimo c'entri?

In fin dei conti, se andiamo a vedere la dottrina tradizionale della Chiesa, non è che offra un sistema di vita molto diverso da quello coranico, basti pensare al fatto che . a mero titolo di esempio - mentre nel Corano non è prescritto il velo per le donne, negli Atti degli Apostoli (che fanno parte a pieno titolo del Nuovo Testamento) tale prescrizione è contemplata: e non vado oltre, perché altrimenti dovrei dilungarmi sulla morale sessuale e matrimoniale, e su tante altre cose che essendo per l'appunto di origine semitica, sono finite di peso nelle religioni (per l'appunto cristianesimo e islam) che da quel singolare monoteismo del deserto che chiamiamo ebraismo sono derivate direttamente.

In realtà, questi fenomeni sono molto più affini di quello che si pensi.

Certo, per i musulmani i cristiani rappresentano degli eretici: perché hanno osato "scindere" la Divinità in Tre persone sul modello degli antichi romani (e infatti chiamano i cristiani "associatori") e perché osano credere che Dio possa essersi fatto uomo (la divinizzazione dell'umano, che per loro è bestemmia, anch'essa ripresa dalla mentalità pagana di Roma e che si esprime anche nel culto dei Santi e delle immagini religiose),  così come  tante altre cose di provenienza mitraica.  Questa eredità culturale e spirituale che il cristianesimo ha ripreso ha senza dubbio mitigato (meglio: ha contribuito a rendere mitigabile, con un lavoro durato secoli) la durezza e l'ottusità del credo monoteista assoluto del Dio etnico degli ebrei, ma è possibile comprendere che agli occhi dei musulmani costituisca un pugno nell'occhio permanente: perché rappresenta l'anticamera di forme di pluralismo spirituale.

E' quindi in realtà quest'ultimo il vero obiettivo dei musulmani: il pluralismo, in qualunque forma si esplichi.  Non è concepibile per il monoteista assoluto che possano esistere varie vie, vari sentieri che possano condurre all'assoluto, né tantomeno che possa esistere una fede (come quella cristiana) che - contaminata da elementi di ellenismo grecoromano - funga in qualche modo da forma intermedia.

E allora, in definitiva. lo scontro di civiltà esiste, ma non è tra cristiani e musulmani, bensì tra musulmani e la mentalità pluralista di origine grecoromana, in generale indoeuropea, in cui il cristianesimo è poco più di un comprimario: comprimario che loro, in qualche modo, danno già per morto (e non sono lontani dal vero).

E' stata una fortuna per noi che il cristianesimo sia stato contaminato fin dalle origini da quegli elementi filosofici e pluralistici, perché sono quelli, e non il cristianesimo in se, che ci hanno permesso gli spettacolari progressi che abbiamo avuto dal rinascimento in poi, ossia dal momento che quegli elementi  sono stati riscoperti a livello culturale e spirituale.

Io ritengo che dobbiamo difendere tutto questo, sebbene scremando dagli elementi effettivamente degenerati soprattutto ad opera delle filosofie esistenzialiste e marxiste, e tenendo ben presente che se l'islam per noi è un nemico, lo è stato anche il cristianesimo, e può benissimo tornare ad esserlo: e non a caso la gerarchia vaticana ha sempre parole concilianti nei confronti dei musulmani: perché ne percepiscono le affinità elettive e ritengono di poter sfruttare il fenomeno a loro vantaggio.

Dobbiamo sempre, in ogni momento tenere fermo questo concetto: la vera guerra di religione, il vero scontro di civiltà è quello tra il mondo gentile ed indoeuropeo, grecoromano da una parte e il monoteismo assoluto dall'altra: ed in cui, in realtà, la Chiesa Cattolica è - di fatto - sulla stessa sponda dei musulmani ed è anch'essa un nemico, pericoloso ed insidioso. 
Non è pensabile quindi di cadere nel paradosso fallaciano, per cui si difende l'attuale civiltà aggrappandosi ad una tradizione - quella cristiana - che è di fatto una variante solo un po' edulcorata del nemico che ci aggredisce.

Cerchiamo, piuttosto, di riscoprire le nostre VERE tradizioni, quelle si che possono costituire un antidoto.

Sui motivi della crescente diffusione dell'islam, poi, francamente ritengo che ci siano delle ragione che vanno BEN OLTRE il complottismo da strapazzo tanto in voga su internet e sulla stampa,  ma abbia una radice più forte (non voglio dire più profonda, ma più forte si)  di quello che non si pensi, ma credo che per ampiezza di trattazione ne farò oggetto di un prossimo post.

Vale

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