giovedì 19 gennaio 2017

Onorare Urano, riconnettersi alla forza cosmogonica dentro e intorno a noi

Non si conoscono nell’antichità templi o rituali in onore di Urano.  Il motivo è semplice, gli antichi onoravano divinità immanenti: per loro il creatore dell’universo,  il Grande Architetto ordinatore che poi aveva passato la mano a Saturno, Dio del progresso e dell’evoluzione,  era qualcuno decisamente fuori della loro portata.

Ma il bello del neopaganesimo, almeno come lo intendo io, è proprio rimettersi in asse e in connessione con le forze naturali – e quindi  anche cosmiche - che governano la nostra esistenza,  tra cui anche Urano: non è forse vero che ancora oggi è avvertibile e misurabile al radiazione di fondo del big bang, ossia l’energia stessa della creazione? E come non pensare che possa aver influenza nei nostri campi elettromagnetici e quindi sulla nostra vita e sulla nostra salute? Non è forse il corpo umano una grande antenna?  Pertanto, merita considerazione nelle nostre attività spirituali. 

Credo inoltre che il momento ideale sia ora, ossia in questa fase di stasi  precedente all’avvento della februa (il periodo di depurazione e rinascita psicofisica interiore governato da Giunone o da Frigg per chi preferisce), februa che poi ci introdurrà  a sua volta ai successivi  riti di rinascita di primavera.
Come per tutte le attività spirituali connesse al neopaganesimo, si pone tuttavia il solito problema, ossia “come fare”: con l’ulteriore aggravante che in questo caso non abbiamo neanche riti o iconografie antiche a cui ispirarci.

Come al solito vi racconterò come faccio io,  poi ognuno si regolerà come crede.


Sceglietevi – ovviamente -  un momento tranquillo, in un posto tranquillo che può essere benissimo il salotto di casa vostra o un parco, fate voi. A mio avviso inoltre non è necessario nemmeno ricavare uno spazio sacro, in quanto non c’è nessuna porzione di cielo da cum-templare:  trattandosi di Urano il cielo andrà in qualche modo cum-templato… tutto.  Disponetevi quindi alla ricezione totale, alla dispersione dell’io nell’assoluto. Se avvertite il bisogno di un supporto, potete utilizzare l’arcano delle stelle dei tarocchi, o l'arcano del bagatto, che ben si attaglia a Urano,  o la runa Isa, o qualsivoglia simbolo che vi riconduca contemporaneamente all’uno o al tutto: che poi sono la medesima cosa.  Gli incensi potete anche non usarli, a vostra discrezione,  il Tutto già li ricomprende in se.
Fatto questo, disponetevi  all’ascolto, cercate di azzerare i vostri pensieri,  lasciate scorrere le sensazioni dentro di voi e perdete pure la cognizione del tempo.    Incredibilmente, dopo un po’ sentirete scorrere quella energia dentro di voi,  potrete ascoltarla.  Non chiedetele nulla, vivete solo il momento, sarà qualcosa simile al rebirthing. E’ possibile che riceviate dei flash, dei messaggi, cercate però di non perdere lo stato di meditazione, di vuoto.  Chi pratica yoga o reiki può provare a canalizzare questa energia,  ai reikisti consiglio ad esempio la posizione della centratura del cuore.

Rimanete in questo stato quanto volete, poi quando vi sarete stancati semplicemente ringraziate il cosmo e riprendete la vostra vita: la sensazione dominante che proverete sarà quella di un bagno fresco d’estate, una vitalità rinnovata, ricaricata, una lucidità più profonda, una percettività più intensa. 
Ne riceverete anche altri benefici:  il corpo umano già di per sé è un’antenna, dobbiamo solo imparare ad utilizzarla. Per far questo come dicevo esistono  delle tecniche, come lo yoga o il reiki, ma nulla osta che ognuno possa elaborare o rielaborare quelle a lui più confacenti.  

Come dicevo, questo piccolo rituale di meditazione / riconnessione amo farlo particolarmente di questi tempi, quasi come preparazione energetica al tempo della depurazione interiore e fisica che si sta avvicinando, ma a mio avviso nulla osta a praticarlo in qualsiasi momento dell’anno.

 Vale
 

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