mercoledì 1 febbraio 2017

Chi sarà il Trump italiano?

Quello che vi propongo oggi potrebbe dare origine ad un gioco di società, una chiacchiera da bar, oppure tramutarsi in un'analisi politica tremendamente seria.  Sappiamo ormai come la pensano mediamente gli italiani in merito a sovranità, globalizzazione, immigrazione, radici culturali: tanti sondaggi e tanti discorsi ce lo hanno ormai dimostrato, c'è una marea che sta montando.
Al contempo, lo straordinario successo di Trump negli Stati Uniti e l'incredibile ascesa di Marine Le Pen in Francia (ma c'è da dire che per il momento da quelle parti nulla è scontato, vedremo che succederà nei prossimi mesi) ci dicono che determinate cose sono ormai possibili.

Tuttavia a queste latitudini le forse nazionali e sovraniste non hanno ancora un capo riconosciuto e dall'identità chiara. Tale  problema, già di per se spinoso e complesso,   potrebbe oltretutto  diventare di drammatica e fatale urgenza considerando la recente sentenza costituzionale e la conseguente accelerazione che ha impresso a varie smanie elettorali (vedi questo post, sui colpi di coda del renzismo).

Quale potrebbe essere quindi il "profilo" di un  nuovo  conducator   suscettibile di portarci fuori dalle secche politiche in cui ci dibattiamo? Vediamo di fare un'analisi in tal senso.


1. Il capo non potrà essere l'ennesimo baciapile della Chiesa Cattolica.  Se non altro per una banale constatazione: quest'ultima ha ormai buttato la maschera e si è già schierata apertamente contro l'idea nazionale, dove tra l'altro si è sempre trovata fin dalla sua nascita duemila anni fa; se qualcuno ha qualche dubbio in proposito è sufficiente sfogliare un qualsiasi libro di storia anche di liceo per chiarirsi le idee in merito.  Italia e Chiesa Cattolica sono termini incompatibili.
Oltretutto sembra che gli italiani si siano enormemente (e finalmente) rotti il cazzo (così dicono a Oxford) delle infinite prese di posizione politiche  di Bergoglio e dei suoi preti, degli impicci di soldi, della sessualità perversa che spira dalle canoniche, di quella colossale truffa che è l'otto per mille, di quella colossale evasione fiscale che deriva dal concordato del 1984. 
E sembra (ringraziando gli Dei) che si stiano, finalmente, anche rompendo il cazzo di una dottrina che da duemila anni cambia a seconda della convenienza politica ed economica dei suoi padroni del momento, ma su questo aspetto dovremo riparlarne più diffusamente in un post dedicato.
Il mio sogno mostruosamente proibito, per dirla alla Fantozzi, sarebbe quello di un conducator che li rispedisca a Gerusalemme; certo, capisco che non si può sperare tanto, ma - tornando con i piedi per terra -  una cosa è sicura:  il nuovo capo, per essere davvero vincente, non soltanto dovrà completamente ignorare gli input bergogliani ma anche cristianeggianti in genere,  ossia non dovrà farsi prendere la mano da fallaciani d'accatto che credono di risolvere il problema dell'invasione islamica usando quelli che sono di fatto complici e consimili degli islamici stessi (in altri termini: no a forme di clerico-fascismo, che fanno ormai ridere i polli. Vedasi, a maggior chiarezza, questo post).

2. Il nuovo capo per essere davvero vincente non dovrà fare troppi "raggionamenti" sul problema dell'immigrazione, clandestina o legale, economica o di rifugio, o quant'altra categoria è stata in questi anni inventata per incrementare la grande sostituzione: bensì, prendendo atto che in tutti i paesi del mondo dove è stata tentata,  l'integrazione è sostanzialmente fallita,  dovrà semplicemente smettere di concedere permessi di soggiorno e procedere al rimpatrio di tutti quelli a cui il permesso di soggiorno andrà a scadere, né concedere naturalizzazioni. E' banale; addirittura già le leggi vigenti come sono adesso danno questa facoltà al potere amministrativo, ebbene il capo dovrà prendersi la responsabilità di tirare fuori le palle e  dire apertamente in pubblico: io darò  questo ordine di servizio.

3. Il nuovo capo, per essere davvero vincente, dovrà promuovere un tipo di economia in cui, pur prendendo atto che la proprietà è sacra e che la libera intrapresa è fondamentale, comunque controlli il sistema  - almeno nella sua parte "alta" - in maniera abbastanza feroce. Gli italiani hanno bisogno di sentirsi protetti, prima di tutto dalla miseria. Le varie multinazionali, le varie lobbies finanziarie, i vari interessi internazionali potranno continuare ad operare ma solo a patto di non andare a confliggere contro i supremi e sacri interessi della Nazione.  E non si dica che così i capitali scappano: perché per una intrapresa per cui tale politica sarà sconveniente, ce ne sarà un'altra per cui tale politica risulterà conveniente. Quello che sta succedendo già adesso negli Stati Uniti ne è la dimostrazione: qualcuno si incazza, qualcuno (es. Marchionne) si appresta ad investire un miliardo; nel distretto industriale del Michigan già una serie di grandi imprese si apprestano a re-investire (notizia di ieri)...e si potrebbe continuare.

4. Il nuovo capo, per essere veramente vincente, non solo dovrà parlare di abbassamento delle tasse, ma ne dovrà parlare in termini di cessazione di regali e regalini a pseudo corporazioni e gruppi (specialmente "de sinistra") altrimenti il discorso sarà inutile, perché gli italiani sanno benissimo che senza quella operazione ogni abbassamento della pressione fiscale sarà una promessa al vento;

5 Il nuovo capo, per essere davvero vincente non dovrà limitarsi  a parlare di no Euro, no UE, ma dovrà offrire un progetto di politica estera degna di questo nome, cosa che in pratica non accade dai tempi di Bettino Craxi (e gli italiani sanno anche questo).

Bastano questi cinque punti? Forse no, ma per il momento non mi viene in mente niente altro di veramente fondamentale.  Certo, si potrebbe almanaccare anche su altri aspetti.
Ad esempio: uomo o donna?  Forse potrebbe essere meglio donna, anche se Giorgia Meloni (l'unica per il momento sulla piazza) non ce la vedo proprio; oppure: giovane o vecchio? Secondo me dovrebbe essere giovane in politica (nel senso di non essere una figura non ancora logorata dalla politica politicante di questi anni) ma non necessariamente giovane di età... e comunque, staremmo parlando di qualcuno che rappresenterebbe il contrario dei vecchi arnesi reduci di AN (i quali infatti secondo me non hanno alcuna speranza).

Forse potrebbe esserci qualche speranza, in tal senso, per Salvini, ma tutto dipenderà da come riuscirà ad impostare la sua politica nei prossimi mesi, soprattutto se  riuscirà conciliare l'anima centrifuga e liberista della vecchia lega bossiana con un discorso più propriamente nazionale; un'operazione di questo genere se condotta in porto nel modo giusto  potrebbe rappresentare addirittura la nascita di un nuovo concetto di federalismo nazionale ed etnico... ma tutto è ancora da vedere;  su questo l'unica certezza è che  i prossimi mesi per lui saranno davvero cruciali e devo dire che lo seguirò con attenzione.

In altri termini: la mia impressione, per concludere, è che  comunque un mago per attrarre le folle su quei cinque punti ancora non si è manifestato tra noi e la cosa è preoccupante, perché come dicevo in apertura le spinte verso le urne si sono fatte consistenti e anche se tali spinte dovessero rientrare,  è innegabile che da qui a qualche mese al massimo la legislatura imboccherà ugualmente la sua fase finale (il 2018 è domani): il tempo che abbiamo per non sprecare una temperie storica interessantissima non è quindi molto, comunque lo si calcoli.

Chi deve svegliarsi, lo faccia adesso.

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