venerdì 10 marzo 2017

Bergoglio, questo (s)conosciuto

Si fa un gran parlare, ed a ragione,  di Bergoglio, "venuto dalla fine del mondo" a fare da vescovo a questa città, come se fosse naturale che uno straniero possa fare la massima autorità religiosa di una nazione o in una città, cosa profondamente cretina ed innaturale alla quale il noto culto mediorientale ci ha (vi ha) abituato già da secoli. 

Considerazioni politiche, religiose (portatore di un nuovo "scisma"?), e chi più ne ha più ne metta.

C'è un modo per seguire la reale temperatura delle cose, ossia seguire i blog tradizionalisti cattolici e soprattutto  il blog di Antonio Socci,  il quale con maggiore precisione delle testate giornalistiche ci informa di quello che succede nella Chiesa Cattolica. Devo, a questo proposito, dare atto della onestà intellettuale dell'autore, cosa piuttosto rara da riscontrarsi nei blog o nei siti afferenti al noto culto mediorientale.

Sembrerebbe, a giudicare quanto scrive il noto autore e giornalista, ma anche tanti altri siti di area di cui vi faccio grazia, che in sostanza il Bergoglio si sia lanciato in una operazione piuttosto spregiudicata di ingegneria religiosa, chiamiamola così, nella quale si cerca, più o meno massonicamente (ma non credo che sia massone, me ne sarei accorto), di quadrare il cerchio riformando la dottrina in modo da attualizzarla espungendo da essa gli aspetti più idiotamente farneticanti, per renderla compatibile con una spiritualità consapevole di cui si sente sempre più bisogno nel mondo moderno non più ottenebrato da dogmatismi incomprensibili e funzionali soltanto alla perpetuazione di una elite.

Vorrei in questa sede (sede che è la mia, e quindi faccio come mi pare) svolgere alcune considerazioni per l'appunto... mie.



1. Devo innanzitutto dire,  anche se ciò potrebbe disorientare i miei (pochi) lettori, che capisco Bergoglio, anche se non lo conosco (da cui il titolo di questo post).  Nato e cresciuto in una realtà di frontiera, e piuttosto socialmente disagiata, deve essersi accorto già da tempo dell'insostenibilità di certe posizioni dogmatiche, estranee alla gente ed al comune sentire razionale, specialmente per l'appunto in quelle realtà sudamericane che hanno ben altri problemi.

2. A questa constatazione è altrettanto necessario aggiungere, però, che questa operazione secondo me è IMPOSSIBILE.  la Chiesa Cattolica non può sussistere senza che quella dogmatica - che come abbiamo visto è assurda - venga imposta con la forza delle armi o del pensiero, e se vediamo con maggiore precisione neanche il cristianesimo stesso può sussistere: in quanto basato sull'assunto per cui un Dio si fa  uomo per poi farsi crocefiggere dagli uomini... a salvezza degli uomini, e questo anche è un concetto incredibile (ma non poteva semplicemente manifestarsi?), senza contare la fesseria della resurrezione e di altri miracoli, che non sono riportati da nessuno dei tanti cronisti dell'epoca, a parte i Vangeli scritti un secolo dopo e vi faccio grazia circa l'imponente bibliografia sul loro smanettamento. In quest'ottica, lo stesso luteranesimo che pur contestava l'inconsistenza di certe cose (la transustanziazione, ad esempio) rappresenta soltanto un qualche tentativo di salvare il salvabile, andato avanti con successo per alcuni secoli ma anch'esso in via di dismissione, come ci dimostrano i dati sulla scristianizzazione che vengono periodicamente pubblicati dalle autorità tedesche.

Cosa dedurne?  Possiamo trarne svariate conseguenze, sia dal punto di vista religioso che da quello politico, ma a me ne interessano due.

Dal punto di vista religioso è inevitabile che il cristianesimo cada: se ci sarà una scissione aperta, oppure silenziosa (divisione del popolo tra bergogliani o  comunità più tradizionaliste), oppure la semplice disaffezione di massa, questo è indifferente, o comunque poco importante: Bergoglio ha già ampiamente scavato la fossa alla sua religione,   visto che nessuno vorrà fidarsi più di una gerarchia di culto che cambia i suoi assunti fondamentali a seconda delle convenienze politiche.
Su questo esiste anche un vaticinio, tratto non da me ma da persona che stimo anche se non conosco personalmente (Marzio, mi senti?), secondo cui un gran fuoco sarà destinato a spegnersi, venendo sostituito da tanti piccoli fuochi. Ed è quest'ultimo assunto che mi preoccupa, visto che mi piacerebbe che esistesse, tra noi pagani - o neopagani o postpagani, fate voi - un minimo di coordinamento unitario che non sia solo funzionale a imporre questo o quel sentiero secondo quanto già fatto dalla religione mediorientale ma ad offrire una alternativa credibile...

Dal punto di vista politico, mi piacerebbe che si scindesse l'atroce legame, che tanto danno ha fatto alle nostre genti tutte,  tra il noto culto mediorientale e le forze politiche: legame quanto mai attivo oggigiorno, data l'impostazione cattocomunista della sinistra e il facile sanfedismo di stampo fallaciano che tanto va di moda a destra.

L'unico vero pericolo, comunque, in questa situazione, è che si cada da una religione mediorientale all'altra, come sottolineavo nel mio ultimo post, ed è quello il percolo GRAVE su cui dovremo essere chiamati a vigilare 

A presto, gentili miei.
Vale

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