giovedì 2 marzo 2017

Marea islamica: siamo sicuri che l'uomo della strada voglia resistere, o piuttosto...

Come è noto, non si fa altro che parlare di invasione islamica, marea islamica, scontro di civiltà, etc, etc, dibattito in cui si incontrano e si scontrano le varie tendenze politiche e filosofiche degli aspiranti resistenti: dai fallaciani, ai neopagani, agli etnonazionalisti, agli ipercattolici e neotemplari vari; non li enumeriamo tutti, anche qui ci limitiamo ad aggiungere: etc, etc...

La domanda che da un po' di tempo vado tuttavia ponendomi è: non è che tutto questo sia soltanto un solenne vaniloquio?

Mi spiego: al dilà di coloro che in qualche modo hanno preso coscienza  dello stravolgimento in atto (anzi, secondo me già compiuto),  siamo sicuri che il mitico uomo della strada abbia seriamente intenzione di resistere, o piuttosto sia perlomeno acquiescente al fenomeno, e non necessariamente per idiozia o impreparazione?  Riflettiamoci un attimo.


Abbiamo assistito in questi anni alla completa demolizione dell'uomo - Padre, e in generale della figura del maschio lavoratore e sostegno della sua famiglia e della collettività. Quella particolare forma di demonizzazione cattocomunista che chiamiamo femminismo ha raggiunto il suo apice nella completa svirilizzazione di questa società, laddove il maschio è ormai sinonimo di individuo inadeguato, semi idiota e dalle tendenze criminali.  Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli uomini non si prendono più le loro responsabilità,  il che non lo condanno: perché dovrebbero, se ci pensiamo un attimo?

Sposarsi,  ormai, è pura follia, vuol dire cacciarsi in una trappola in cui ci si consegna completamente al potere di una donna la quale, nella stragrande maggioranza dei casi, è semplicemente un individuo velleitario ed egocentrico, perfettamente convinta della propria intrinseca superiorità e di stare sempre nel giusto,  con la quale non si può ragionare perché le orride leggi (ma soprattutto le orride prassi giudiziarie) sul divorzio danno loro ragione di default:  con la conseguenza, ancora più devastante, che se anche un qualche sfigato ce la fa a rimanere in costanza di matrimonio, inevitabilmente lo farà da sottomesso assoluto, trasmettendo ai figli (e alle figlie soprattutto) l'equazione maschio = povero coglione.

E anche questo fenomeno, già degenerativo di per se, ha partorito un'ulteriore degenerazione, quello dell'imputtanimento di questa società, dove quattro troiette sculettanti possono far cadere un governo o intraprendere carriere folgoranti senza né saper leggere né far di conto, ma essendo - piuttosto - dotate dell'arte di sfilarsi le mutande al momento giusto.

Né, dal punto lavorativo, va meglio: col dumping sfrenato che c'è stato in questi anni sulla manodopera e con la globalizzazione dell'economia è semplicemente inimmaginabile - tranne rari fortunatissimi casi - che la famiglia possa essere mantenuta con lo stipendio di papà, tra l'altro ampiamente precarizzato e deprofessionalizzato.

E, in questo aspetto, intendo quello dell'impoverimento, un grande ruolo l'ha avuto la rovina finanziaria del nostro mondo, tra "hedge funds",  derivati, finanza d'assalto, tutti fenomeni legati al capitalismo finanziario basato sulla speculazione sui tassi d'interesse e sui cambi.

Torniamo allora a bomba al nostro interrogativo principale, e chiediamoci cosa l'uomo della strada vede DALL'ALTRA PARTE.

Dall'altra parte vede una società ordinata, dove magari si esagera con la sottomissione femminile (in quella forma, in cui si rasenta veramente il disprezzo, a mio avviso non è né naturale né auspicabile) ma insomma nessuno si sognerebbe di cancellare il concetto di Padre o comunque trattare il marito come viene mediamente trattato qui ma,  soprattutto, si tratta di società ORDINATE laddove è sconosciuto il fenomeno dell'imputtanimento;

Dall'altra parte vede una società dove non esiste il buonismo verso gli immigrati o gli stranieri in genere; prima ci si converte all'islam, e quindi si recepiscono i VALORI e gli STILI DI VITA di quella società e dopo, semmai, si fa parte della UMMA;

Dall'altra parte vede delle società dove la circolazione del denaro è sostanzialmente sana perché il Corano vieta il prestito ad interesse e quindi intrinsecamente vieta l'orrida finanza speculativa: in altri termini, il capitalismo esiste ma è SOTTOPOSTO A REGOLE ETICHE FERREE (e infatti l'attuale stato di crisi non è affatto mondiale ma circoscritto all'occidente, da quelle parti di crisi finanziarie non se ne vede neanche l'ombra).

Non voglio con questo fare l'apologia del Corano perché esso, costituendo il più ossessivo dei monoteismi  genera ben altri guasti che i benefici che ho appena esposto, ma insomma tornando nei panni dell'uomo della strada, siamo sicuri - con questi presupposti - che arda dalla voglia di pugnare per difendere questa società? O piuttosto, forse, sotto sotto, pensi che si stia meglio con i cattivi? Io qualche dubbio ce l'ho.

Quello che dovremmo fare a mio avviso noi resistenti più illuminati è quello di offrire un modello di società ordinata cui l'uomo della strada  possa guardare con fiducia e speranza; perché, altrimenti, la battaglia contro l'islam è persa in partenza.

VALE

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