venerdì 28 aprile 2017

Ecco perché Marine le Pen NON sarà presidente

In rete e fuori della rete si sprecano le previsioni elettorali sulle prossime elezioni francesi: vissute con particolare nervosismo sia da chi propende per il mantenimento di un certo status quo (visti anche i precedenti di Trump e della Brexit) sia da chi questo status quo vorrebbe cambiarlo.

Previsioni che sembrano piuttosto facili, dato il divario - davvero grande, anche facendo qualsiasi tara - che i sondaggi assegnano ai due candidati: benché,  da parte delle forze nazionaliste, la speranza non muore ancora, e non solo per i due illustri precedenti citati (e la conclamata inadeguatezza delle tecniche di sondaggio attualmente praticate), ma anche perché da più parti si ritiene che una parte consistente dell'elettorato ex - gollista (ora si chiamano repubblicani) nonché una parte consistente della sinistra più "hard" potrebbero virare su Marine. Il tutto, poi, ben "condito" da un astensionismo che si annuncia consistente e dalla indubbia capacità persuasiva della nostra Marine, potrebbe fare il miracolo.

Io personalmente non sono d'accordo: a mio avviso (TERZA PREVISIONE, le altre qui) Macron sarà presidente, e vi spiego rapidamente perché sono arrivato a queste conclusioni.

1. Se ho ben capito come funziona il cervello di certa veterozeccheria internazionale,  ben pochi saranno i sinistrorsi disposti ad appoggiare Marine: è inconcepibile, infatti, un atto del genere da parte di chi considera il proprio algoritmo mentale (che è sempre lo stesso dai tempi di Stalin, non dimentichiamolo) l'unica chiave valida per spiegare i meccanismi dell'universo mondo etichettando come fascisti o idioti tutti gli altri:  appoggiare quindi una come Marine significherebbe entrare in conflitto con se stessi. Qualcuno, magari tra i meno ideologizzati lo farà certamente, ma insomma credo che non saranno percentuali rilevanti.

2. In quanto ai cosiddetti repubblicani, convertiti dal gollismo alla generica destra liberal-capitalistica sulla via di Damasco, non dimentichiamoci che hanno subìto già la loro brava scissione a destra da parte degli elementi più nazionalisti e identitari, che sul piatto della bilancia pesano quel 5,9 % che sicuramente andrà a Marine, ma non credo che i restanti seguaci di Fillon e di Sarko si accoderanno in massa al seggio a votare fiamma: anche in questo caso sicuramente qualcuno lo farà, ma non credo -  che si tratterà di cifre rilevanti.

3. Anche la conclamata capacità comunicativa e persuasiva di marine non potrà fare alcun miracolo: la campagna elettorale sta andando avanti già da sei mesi, e non credo che ci siano troppi discorsi ancora da sviscerare, né credo che i vari guru alla corte di Marine possano tirare fuori dal cilindro chissà che cosa, a meno di non fare l'incredibile cazzata di cambiare i connotati alla strategia,  cosa che potrebbe anche infastidire l'elettore.

Ciò detto, che altro aggiungere?  Sull'astensionismo a mio avviso non è neanche il caso di pronunciarsi, non credo sia considerabile come una risorsa (sic!) perché potrebbe addirittura ritorcersi contro la nostra campionessa: se dovesse sopravvenire la demotivazione da parte dell'elettore medio lepenista visto il baratro tra i due assegnato dai sondaggi, questo potrebbe decidere di starsene a casa.

Per tutti questi motivi, ritengo che alla fine sarà Macron il prossimo presidente francese: e se i lettori avranno capito anche un pochino come la penso sanno che lo sto dicendo con vero dispiacere, e non solo per motivi ideologici ma anche perché questa elezione avrà anche delle pesanti ripercussioni su tutti noi in Italia.   Vediamole un attimo, queste conseguenze.

Per la Francia,  sono facilmente prevedibili. Continueranno indefessamente e si incrementeranno  tutti i tristi fenomeni che ben conosciamo, dalla delocalizzazione selvaggia, produzione di leggi insultanti ed umilianti per i cittadini nazionali specialmente se lavoratori, ulteriore degrado della situazione etnica già adesso insopportabile (ultimamente mi sono fatto un po' di giri per Parigi,  il degrado è spaventoso), e quanto potete facilmente immaginare: il che, protratto per anni, avrà conseguenze così drastiche che potrebbero davvero determinare la fine irrevocabile dell'equazione Francia = paese della Nazione Francese.  ma questo non è l'aspetto principale che mi interessa, vorrei ora volgere lo sguardo a quello che potrebbe accadere a NOI.

Infatti,  accadrà che nell'Unione Europea avremo una Francia ancora più zerbina di quanto sia stata oggi, sia nei confronti della Germania sia nei confronti di tutti quegli interessi finanziari e antinazionali che abbiamo imparato a conoscere, con il risultato che l'Italia sarà ancora più sola con i suoi problemi, tra l'atro in via di rapido peggioramento grazie alle mento luminescenti di quelli che ci stanno governando.

Fuori dall'Unione Europea, aspettatevi analogamente uno schiacciamento rispetto a quegli stessi interessi di cui sopra, con il conseguente proliferare di guerre idiote e controproducenti come quella di Sarko contro la Libia (e infatti non a caso, secondo me, si parla già di Siria) con tutti gli orribili portati in termini di sostegno all'internazionalizzazione che renderà di fatto complici i francesi dell'acquisto del continente da parte dei cinesi (di cui la Francia sarà cavallo di Troia) e dalla liquidazione finale dell'industria europea: già in tempi non sospetti, sia Macron che il suo "maestro" Attali propugnavano un futuro agricolo e turistico per la Francia, da loro assimilata all'Italia per questo aspetto (agghiacciante). Una specie insomma di  "decrescita felice" in salsa mediterranea" che francamente mi fa rizzare i capelli.

Per il momento la chiudo qui, torno ad occuparmi di spiritualità e di antiche religioni, che forse è meglio...

VALE 

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