mercoledì 24 maggio 2017

La lepre e la luna, spunti iniziatici sul femminino sacro

Malgrado come è noto la mia divinità di riferimento sia e rimanga Saturno Re, credo che al Padre degli Dei non dispiaccia se ogni tanto ci occupiamo anche dei suoi Figli, e maggiormente di quelle Divinità Femminili tanto trascurate nel mondo moderno dominato, per quanto riguarda la cultura spirituale, dell'ossessivo maschilismo della tradizione abramitica.

Per fare questo, tuttavia, è necessario partire un po' dalle origini, ossia dalla spiritualità naturale e sciamanica da cui poi si sono distillati, spesso con processi durati secoli, i culti femminili antichi.

Inizieremo proprio con l'osservazione della natura come potevano vederla i nostri antenati, osservazione da cui è scaturita la percezione di Energie Spirituali femminili che hanno portato poi alle ulteriori elaborazioni che conosciamo.  In questa osservazione, spiccano proprio due elementi, la lepre e la luna.


Se osserviamo la luna ed i suoi frastagliati profili interni,  non è difficile scorgevi la forma di una lepre, e sappiamo che fin dall’antichità più remota la luna è sempre stata un simbolo femminile, a causa del ciclo lunare (28 giorni) che ricalca il ciclo mestruale. Inoltre, un altro elemento che lega la lepre alla luna è rappresentato dal fatto che i suoi piccoli vengono svezzati e diventano indipendenti in 28-29 giorni, esattamente il ciclo di una luna.

Per gli antichi - delle più disparate culture - quindi è stato pressoché automatico associare questo animale alla femminilità, animale che a questo punto rileva come animale totemico – in senso lato - non di una singola tribù o persona, ma dell’intero genere. Totem rafforzato dalla estrema prolificità dell’animale e dalla sua misteriosità, dalla sua incomprensibilità agli occhi del cacciatore (di solito maschio).

Diamo un’occhiata più da vicino.

I Greci la consideravano sacra ad Afrodite e a suo figlio Eros. Filostrato diceva che il sacrificio più adatto per Afrodite era la lepre in quanto essa possiede il suo dono di fecondità in un grado superlativo.

In Egitto, Osiride, dio della morte, riceveva ogni anno in sacrificio una lepre che veniva uccisa nel Nilo come buon auspicio per le annuali irrigazioni del fiume da cui dipendeva la fertilità delle terre egizie.

A Roma, secondo Plinio mangiare lepre rende feconde le donne, mentre cibarsi dei suoi testicoli favorisce il concepimento. Secondo Apollonio di Tiana (I sec. d.C:), che invece era vegetariano e orfico, portare una lepre tre volte intorno al letto di una partoriente ne facilitava il parto.

Ma è nel mondo celtico e nordico che la valenza simbolica della lepre raggiunge il suo massimo.

A Eostre, dea-madre della primavera, che veniva festeggiata per l’appunto con l’equinozio di primavera, era sacra la lepre, simbolo di fertilità, il cui comportamento in mano si dice assomigli a quello di una congrega di streghe danzanti (la famosa lepre marzolina di "Alice nelpaese delle meraviglie"...).

I Celti abolivano temporaneamente il tabù all’equinozio primaverile o a Beltane: si trattava di un pasto rituale in cui il corpo dell’ animale totemico veniva consumato per partecipare della sua fertilità (tra l’altro, ci stiamo giusto avvicinando a beltane, che cade di solito intorno al primo maggio). I Celti inoltre consideravano la lepre un animale divinatorio e dal modo in cui correva traevano presagi.

Gli Anglo-Sassoni veneravano la lepre e una caratteristica delle feste primaverili in onore di Eostre era appunto una caccia rituale a questo animale.

Anche gli antichi Britanni associavano le lepri alle divinità della luna e della caccia: ucciderle e mangiare la loro carne era tabù.

I Norvegesi rappresentavano le Divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne. Anche la Dea Freya aveva come inservienti delle lepri e la stessa Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre.

Con l’avvento del cristianesimo, come molti animali sacri dell’antichità, anche la lepre subì un processo di demonizzazione e venne ritenuta animale di cattivo auspicio, in cui le streghe si trasformavano: e non a caso è stata spesso raffigurata sotto i piedi della Vergine Maria.

Si pensava che una lepre bianca fosse presagio di morte e abbondarono le storie di ferite inflitte a lepri, ferite rinvenute il giorno dopo su qualche donna. In Cornovaglia si raccontava che le ragazze morte dopo essere state abbandonate dai loro innamorati si trasformavano in lepri bianche per perseguitare i loro amanti infedeli!

Ma, al contempo è stato lo stesso cristianesimo a riprendere alcuni aspetti del culto della lepre: basti pensare al nome stesso della Pasqua nei paesi anglosassoni e nordico (Esther) e ai numerosi coniglietti di cioccolata beneaugurali che ormai affiancano il "classico" (anche questo di origine pagana) uovo di Pasqua come regalo tipico…

E nelle culture extraeuropee? Vale la pena di dare un'occhiata

In Cina la lepre lunare ha un pestello ed un mortaio con cui prepara un elisir di immortalità e figure di lepri e conigli vengono costruite in occasioni delle feste lunari. La lepre è considerata un animale Yin che viene dal Polo Nord recando il saluto della Dea della Luna. Amuleti di giada verde raffiguranti la lepre sono costruiti e regalati per augurare la buona fortuna.

Nella tradizione buddista le leggende narrano di come una lepre si sacrificasse per nutrire il Buddha affamato, balzando nel fuoco. Insegno di gratitudine il Buddha impresse l’immagine dell’animale sulla luna. Questa leggenda riecheggia tradizioni ancora più antiche del Buddismo: la lepre è considerata un animale Yin che viene dal Polo Nord recando ilsaluto della Dea della Luna. Amuleti di giada verde raffiguranti la lepre sono costruiti e regalati per augurare la buona fortuna.

Presso gli Aztechi la lepre viene raffigurata con un geroglifico lunare a forma di U e i quattrocento conigli o lepri degli aztechi erano divinità agresti protettrici delle messi. Ma questo tema della protezione delle messi è presente anche nelle culture europee.

Esistono molte sopravvivenze di questi antichi culti nel folklore nordeuropeo, specialmente britannico. Fino a tempi recenti la lepre non veniva mangiata nella regione del Kerry, dal momento che si diceva che mangiare una lepre equivaleva a mangiare la propria nonna. Così ad esempio la Contesa del Pasticcio di Lepre nel villaggio di Hallaton, dove un grande pasticcio di carne di lepre viene conteso dagli abitanti del villaggio, (sebbene in tempi recenti esso venga tranquillamente servito).

Fino alla fine del’700, vicino Leicester aveva luogo ogni Lunedì di Pasqua una caccia alla lepre nelle colline circostanti.

Attualmente, i riti di primavera connessi alla lepre sono stati riscoperti, come molti aspetti delle religioni "naturali", dalla wicca e, in generale, dalla new age.

Concludo con una bellissima leggenda alpina, che ci rimanda alla nostra immagine di apertura: si dice che esistano "Donne Lepri" che di notte visitano la luna con la quale sono connesse. Le lepri sono visibili di notte e per questo ritenute animali notturni, il che significa che conoscono l’oscurità e possono aiutare gli esseri umani nelle loro ricerche.

Si tratta comunque di un bellissimo e suggestivo simbolo…

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