mercoledì 14 febbraio 2018

Profezie per le elezioni 2018. Infinita tristezza

Ci sono un po' di fantasmi, se per fantasmi intendiamo cose non dette, in questa tristissima campagna elettorale che stiamo attraversando.

I media e i blog, dell'una o dell'altra parte (si fa per dire, visto che nel sistema italiano almeno per come è ora di "parti" possiamo vederne almeno tre) si sperticano a sottolineare questo o quel fatto di cronaca, questo o quel tema.

Quanto si è parlato, ad esempio, dell'orrido scempio di Macerata, quanto si parla di immigrazione, quanto si parla del nostro PIL da prefisso telefonico... ma dietro tutte queste polemiche per così dire "di settore" secondo me ci sono alcune cose di cui non si parla mai, ed invece bisognerebbe parlarne: i fantasmi, per  l'appunto, che ho citato all'inizio.  Ed ai quali vorrei dare un'occhiata da vicino.



 1, Chi vincerà le elezioni?  A mio avviso è inutile scervellarsi tra sondaggi e analisi politologiche: chiunque abbia una minima infarinatura su questi argomenti o comunque un po' di sale in zucca può rendersi conto benissimo - calcolatrice alla mano - che non vincerà nessuno, ossia nessuno dei tre blocchi ora in lizza riuscirà ad arrivare alla fatidica soglia del 40%.  Questa legge elettorale infatti è stata concepita proprio perché questo avvenga, essa è stata progettata dal PD renziano per evitare un governo monocolore a 5 stelle ed anzi per obbligare il movimento grillino a venire a patti con loro dopo le elezioni.

Indipendentemente infatti da come andranno le singole percentuali,  dalle urne scaturirà un parlamento in cui l'unica maggioranza possibile sarà partito democratico più cinque stelle. In altri termini: il PD si è semplicemente preparato un utile strumento per costringere il movimento grillesco a quell'alleanza che fu da loro rifiutata ai tempi di Bersani e perpetuare in questo modo il  potere della sinistra pur perdendo essa clamorosamente (perché questa è l'unica espressione da poter usare quando si passa dal 40 al 20%) le elezioni.  Infatti, e sono disposto ad accettare scommesse, avremo dopo il 5 marzo (ma ovviamente dopo complesse e sofferte trattative, tanto per salvare la faccia) un bel governo rosso - pentastellato.

La cosa tristissima è che ben pochi se ne sono accorti e che nessuno ne parli.


2. Immigrazione, piano Kalergi,  grande sostituzione e via via menando.  Su questi argomenti, tutto vero e tutto giusto quello che si dice da destra: immigrazione clandestina (non parlatemi di rifugiati per favore),  innesti di tradizioni e religioni che nulla c'entrano e a nulla servono in questo paese finiranno per creare effetti devastanti (lo stanno già facendo), ma la destra, variamente declinata nelle sue articolazioni liberal liberista o nazional - nazionalista dimentica alcuni piccoli particolari:  che essa stessa è - ed è stata in passato - complice di quella ondata quanto mai ideologizzante fatta di esaltazione dell'egotismo consumista ed edonista  misto a forme di femminismo d'accatto (la tragedia dei padri separati)  e ben condito di altre cazzate (il popolo delle partite IVA, la "flessibilità"... cazzate criminali dei neoliberisti)   di cui vi faccio grazia che ha contribuito a sfasciare non solo la famiglia, ma - peggio - la voglia della gente di fare famiglia, con il conseguente invecchiamento della popolazione, contrazione delle nascite,  gioventù debosciata: elementi, questi,  che hanno permesso l'attuazione di quel piano kalergi che altrimenti sarebbe rimasto quello che è, ossia una solenne e farneticante  menata ideologica.

Allora, questo è il secondo grande fantasma: la mancanza - pressoché totale - della destra di ripensarsi in chiave nazionale, la cui manifestazione principale è la sua incapacità di mandare in pensione Berlusconi una volta per tutte. E ditemi se non è triste tutto questo.

3.   la condizione catastrofale della nostra economia. Anche qui si sprecano le ricette: da più europa ad "annamosene dall'euro".  Tutto bello, tutto giusto, ma anche in questo caso ci si dimentica di alcuni piccoli particolari, sia a destra che a sinistra (i pentastellati neanche li cito, visto che non ho ancora capito - scusate ma sono un po' stupidino - che cazzo vogliono). La cosa più importante di cui ci si dimentica è l'immane debito pubblico.  Sembrerebbe che se ne parli tantissimo, però purtroppo sempre e solo in due forme che sono: A) vi tasso e comprimo la spesa come chiedono quelli di Bruxelles; oppure  B) annamosene dall'euro così er debito pubblico lo aggiustamo svalutando li sordi (cosa che dovrebbe rilanciare l'industria).

Nessuno si rende conto che queste due ricette sono semplicemente.... la medesima cosa.

Infatti non c'è differenza tra - da un lato - far soffrire il popolo tassandolo e riducendogli lo stato sociale oppure - dall'altro - svalutargli i soldi che ha in tasca.

In realtà l'unica soluzione possibile - ma qualcuno ne parla? - è quella della tanto deprecata Germania, che ha utilizzato gli anni 90 per aumentare il valore aggiunto tecnologico delle proprie aziende, che in quel modo hanno potuto usufruire al massimo in senso positivo della rigidità dell'euro: e di questo si parlava anche da noi negli anni '90 (io c'ero; ad avere i capelli grigi qualche vantaggio c'è), laddove si diceva che tra l'entrata dell'euro prossima ventura e la globalizzazione che procedeva spedita era necessario entrare in un'ottica di "sistema paese" con produzioni ad alto valore aggiunto, altrimenti saremmo stati stritolati dai paesi forti da un lato e i paesi a bassissimo costo della manodopera dall'altro.  Nel tempo trascorso dagli anni 90 ad oggi, qualcuno - a destra o a sinistra - si è mosso in tal senso?

In questa campagna elettorale  avete per caso sentito  qualche politico ragionare in questo modo? No, perché per la sinistra sarebbe riconoscere che è necessario fare politica industriale, per le destre significherebbe ammettere che lo stato può entrare nella libertà d'impresa, per i pentastellati significherebbe... tante cose brutte, tipo riconoscere che non siamo tutti uguali e che sia necessario sporcarsi venendo a patto con gli industriali (gli speculatori! Gli speculatori! E qui leggansi, a titolo di esempio,  le cronache sulla telenovela del nuovo stadio di Roma) sulle  cose da fare.

 Decisamente più facile, per questa splendida classe politica che ci ritroviamo, sparare cazzate sui presunti punti di pil splendidamente conquistati (sinistra) o sulla ridda di tasse da tagliare (destra)... ma credo che ci siamo capiti.
 
Avremo quindi un bel governo rosso e pentastellato (stella rossa, andiamo bene), che sommando insieme la demagogia ideologica della sinistra e l'insipienza dei cinque stelle permetterà la tranquilla prosecuzione dell'invasione programmata e della svendita della nostra economia,  in direzione della liquidazione finale della Nazione.

Io credo che tutto questo  finirà per trascinare una volta per tutte l'Italia nel disastro, nel caos e nella rivoluzione (e chissà che questo non possa trasformarsi in qualcosa di positivo).

Il tutto è comunque molto triste.

A bientot.

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